






Spazi polifunzionali e sostenibilità al centro delle scelte dei consumatori. Milano Home incontra Diego Toscani, President/Chief Executive Officer di Promotica
Com'è andata questa seconda edizione di Milano Home?
La seconda edizione di Milano Home ha consolidato la manifestazione come punto di riferimento per il settore in Italia, con un'offerta espositiva arricchita rispetto all'anno precedente.
Per quanto riguarda i visitatori abbiamo potuto rilevare un incremento dal punto di vista quantitativo, segno di un interesse in crescita da parte del pubblico di riferimento.
La particolare attenzione al rilancio del dettaglio specializzato, posta anche attraverso i diversi talk che si sono tenuti durante i quattro giorni di fiera, rappresenta sicuramente un valore aggiunto importante. Il nostro gruppo inoltre ha investito molto sia in fase organizzativa che in ospitalità e credo abbia beneficiato di questo approccio molto proattivo. Anche la presenza della nostra iniziativa benefica Chefs For Life ha contribuito a tenere alta l'attenzione.
Quali sono le prospettive per il vostro Gruppo e quest'anno acquisterete nuove aziende?
Il nostro è un gruppo in movimento, sempre attento alle opportunità che il mercato dovesse offrire sia in termini di nuovi sbocchi sia in termini di possibili operazioni di crescita per linee esterne. Abbiamo già in pipeline due acquisizioni, la prima delle quali si è concretizzata in questi giorni e riguarda la società che ci rappresenta in Francia e che abbiamo acquistato per incrementare il controllo diretto di un mercato per noi strategico. La seconda è ancora in fase di definizione ma ormai a buon punto e la concretizzeremo entro il mese di marzo.
Quali sono le tendenze di mercato dell'abitare?
Le tendenze attuali nel settore dell'abitare riflettono cambiamenti significativi nelle esigenze e nelle preferenze delle persone, che sempre di più tendono ad attrezzare spazi polifunzionali all'interno delle proprie abitazioni. Il mercato degli articoli per la cucina, la tavola e la casa in Italia, dopo la spinta del "periodo Covid", è oggi in una fase di leggera ma costante crescita e le motivazioni principali che spingono all'acquisto sono il desiderio di sostituire o aggiornare i vecchi oggetti domestici, di acquistare oggetti che non si possiedono e di soddisfare la passione per la cucina.
In tutto ciò i consumatori sono sempre più attenti al rapporto qualità-prezzo, alla sostenibilità e al design dei prodotti. Non sempre il consumatore è in grado di cogliere le ragioni di prezzi differenti per articoli solo apparentemente simili e su questo aspetto c'è sicuramente molto da lavorare.
Quali sono i Paesi promettenti per il Made in Italy?
In linea generale il Made in Italy rappresenta un valore importante un po' per tutti i paesi, che ne apprezzano le caratteristiche in termini di qualità, design e, spesso, di artigianalità.
Oltre all'Italia stessa, sicuramente c'è una sensibilità particolare a questi temi da parte dei paesi dell'area mediorientale, dell'estremo Oriente, degli Stati Uniti e dell'America Latina. Il mercato dei paesi dell'ex Unione Sovietica è anch'esso promettente come lo è sempre stata la Russia, oggi semicongelata dalla situazione politica. Ci auguriamo da tutti i punti di vista, quello umano per primo, che il 2025 segni una svolta positiva anche in questo ambito.
Qual è il rapporto tra retail e le raccolte punti/promozioni, rischio o opportunità?
Il rapporto è sempre stato controverso soprattutto per la preoccupazione del retail che le operazioni a premi sottraessero mercato ai negozi. In effetti il 12% degli articoli per la tavola e la cucina sono ottenuti dai clienti attraverso le raccolte punti (fonte ART anno 2023) ma le campagne loyalty hanno il merito di stimolare la sostituzione degli articoli e di dare notorietà ai brand che vengono utilizzati per questo tipo di attività. A nostro parere bisogna innescare un meccanismo virtuoso che consenta al retail di sfruttare le campagne di fidelizzazione per realizzare attività drive to store concordate con i brand attraverso meccanismi di attivazione (sconti, concorsi o altre tipologie di call to action). Nelle campagne fedeltà la stragrande maggioranza dei partecipanti riesce ad ottenere solo uno o due premi in collezionamento e quindi la necessità di completare la collezione può essere un ottimo stimolo a fare nuovi acquisti.